Domande Frequenti
Domande frequenti
Perché tratterà esclusivamente rifiuti non pericolosi, costituiti da residui organici vegetali e animali mediante compostaggio, attività ammessa in area agricola da Piano Regionale Gestione Rifiuti di Regione Lombardia; non tratterà la frazione organica del rifiuto solido urbano (FORSU).
E' stata verificata la coerenza con gli atti di pianificazione e programmazione, e sono stati analizzati gli strumenti di pianificazione territoriale e settoriale alla scala regionale, provinciale e locale, come il Piano Regionale di Gestione Rifiuti e il Piano di Governo del Territorio del Comune di Offlaga.
Ammendanti agricoli. I rifiuti organici verranno recuperati quasi al 100% per generare ammendanti agricoli, che presentano qualità superiori per il suolo rispetto ai fertilizzanti organici tradizionali. Infatti, gli ammendanti non si limitano a nutrire colture e suolo, fornendo azoto, fosforo, potassio e microelementi, ma vanno anche a migliorare le proprietà fisiche, chimiche o biologiche del terreno, ad esempio aumentando la capacità di trattenere acqua o l’attività microbica.
Gli ammendanti agricoli prodotti dall’impianto potranno essere utilizzati nelle attività tipiche del tessuto economico agricolo della pianura bresciana in diverse tipologie di coltivazioni.
La superficie fondiaria complessiva, sulla quale si può edificare, è di 420.000 mq ma la parte realmente occupata dall'impianto sarà di 289.000 mq.. Oltre 212.000 mq resteranno come superficie verde, garantendo equilibrio tra le aree produttive e quelle naturalistiche.
L’attività prevede il trattamento di recupero in linea con il Regolamento UE n. 1009/2019 che identifica anche tempi e temperature a cui i materiali devono essere portati al fine di eliminare eventuali patogeni presenti. Il rispetto dei valori indicati deve essere poi certificato mediante analisi dei parametri di processo e analisi dei prodotti finiti prima dell’immissione sul mercato, con marcatura CE. Oltre a questo, è stato previsto il confinamento dei rifiuti organici in ambienti chiusi e dotati di specifici presidi di controllo.
Il progetto prevede un numero approssimativo di 40/45 addetti tra attività di ufficio e operatori di produzione.
No perché i fabbricati di ricezione e pre trattamento rifiuti saranno dotati di sistema di aspirazione e abbattimento composto da scrubber ad umido e biofiltro, mentre le serre di compostaggio e i corselli chiusi perimetrali alle serre saranno mantenuti sotto aspirazione e gli effluenti inviati a impianti di trattamento mediante scrubber a umido. Inoltre, è previsto un impianto di rimozione polveri, con cappe aspiranti e filtro a maniche a servizio delle macchine di triturazione veloce della frazione verde.
Si è comunque scelto di valutare l’impatto atmosferico, in termini di diffusione di inquinanti, e l’impatto sulla salute, ed è emerso che l’impianto non produrrà alcun impatto in questi termini. I risultati ottenuti dalla modellizzazione effettuata mediante software specifici (Calmet e Calpuff) ha evidenziato l’”irrilevanza” (concentrazione < 1% del limite di qualità dell’aria nello scenario long term e concentrazione < 10% del limite di qualità dell’aria nello scenario short term) delle concentrazioni a tutti i recettori presenti nel contesto di ubicazione dell’impianto. Allo stesso modo, la valutazione dell’impatto sulla salute mediante Risk Assesment, basata sui dati modellistici sopra indicati, ha evidenziato il rispetto del limite posto dalla normativa vigente. Si sottolinea come le valutazioni siano state cautelativamente condotte in condizioni limite di funzionamento (massimo delle portate emissive al massimo valore di legge previsto); tali condizioni non potranno essere raggiunge nell’operatività d’impianto, pertanto i risultati ottenuti risultano assolutamente conformi.
La diffusione degli odori, che potrebbero generarsi dall’impianto, è stata valutata secondo la normativa dgr Lombardia e le Linee Guida ARPA Lombardia. Dallo studio, effettuato mediante modellizzazione con software specifici (Calmet e Calpuff), è emerso che l’odore non supererà i valori limite di legge. Si sottolinea come le valutazioni siano state cautelativamente condotte in condizioni limite di funzionamento (massimo delle portate emissive al massimo valore di legge previsto); tali condizioni non potranno essere raggiunge nell’operatività d’impianto, pertanto i risultati ottenuti risultano assolutamente conformi.
Sono state effettuate diverse analisi per valutare l’impatto del traffico generato dall’impianto sulla rete viabilistica principale attraverso la SP45 bis, considerando una stima dei mezzi pesanti che transiteranno di circa 60 al giorno. Le considerazioni sono state effettuate sulla base della raccolta dei dati di traffico mediante l’installazione di centraline dedicate presso le principali direttrici viabilistiche di progetto.
È emerso che il tempo medio che un veicolo perde a causa di interruzioni lungo il percorso (perditempo medio veicolare) non sarà così diverso da quello attuale; inoltre, le piccole fermate o rallentamenti che si potranno verificare non andranno a creare ingorghi o intralci che impatteranno negativamente sulle strade circostanti.
Nel progetto è stato considerato anche l’impatto paesaggistico delle strutture, per questo gli edifici previsti avranno caratteri architettonici coerenti con il paesaggio circostante e, per la loro costruzione, non verranno rimosse specie arboree o arbustive.
Geobet andrà a tutelare il verde e la biodiversità con la realizzazione di opere di mitigazione, che prevedono la piantumazione di circa 3.000 nuove piante e fasce boscate a protezione dell’impianto. Inoltre, l'area boschiva con laghetto interna alla proprietà, che al momento versa in condizioni di degrado, verrà recuperata attraverso il rinfoltimento delle specie autoctone e il contenimento delle invasive, alcuni interventi di miglioramento forestale e la creazione di fasce di rifugio e nutrimento a supporto della biodiversità faunistica.