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Il progetto

Una nuova bio-piattaforma per la produzione di ammendanti agricoli mediante la valorizzazione di scarti organici.

L’impianto prevede il recupero quasi al 100% dei rifiuti organici per generare ammendanti agricoli, in grado di nutrire colture e suolo, fornendo azoto, fosforo, potassio e microelementi, e di migliorare le proprietà fisiche, chimiche o biologiche del terreno.

Gli ammendanti prodotti potranno essere utilizzati nelle attività tipiche del tessuto economico agricolo della pianura bresciana in diverse tipologie di coltivazioni, in una logica di economia circolare e sostenibile.

Anche per questa ragione, come contesto di ubicazione, è stato scelto il territorio del Comune di Offlaga, in un’area classificata “ambiti agricoli produttivi” e “ambiti di agricoli di valore paesistico ad elevata neutralità”. Trattando esclusivamente rifiuti non pericolosi costituiti da residui organici vegetali e animali (e non la frazione organica del rifiuto solido urbano, ossia il FORSU), l’attività è ammessa in area agricola dal Piano Regionale Gestione Rifiuti della Regione Lombardia e non necessita di variazione urbanistica del Piano Governo del Territorio.

L’impianto si svilupperà su un’area di circa 289mila metri quadrati e sarà dimensionato per una capacità di trattamento pari a 410.000 ton/anno di rifiuti.

Il progetto prevede edifici ad uso ufficio e di servizio, come quelli adibiti alla ricezione dei rifiuti, e serre di compostaggio, che rappresentano il cuore dell’impianto.

Inoltre, sarà realizzato un laboratorio di ricerca, sviluppo e innovazione di oltre 400mq a disposizione di un istituto universitario per promuovere attività di ricerca sul campo nel comparto agronomico e ambientale e per sviluppare soluzioni ingegneristiche di miglioramento dei processi chimico-fisici e meccanici legati al trattamento delle matrici organiche.

Per l’area verde di circa 212mila mq nella proprietà sarà promosso un progetto specifico: il Progetto Oasi. L’area boschiva con laghetto che, al momento, versa in condizioni di abbandono e degrado verrà recuperata attraverso il rinfoltimento delle specie autoctone e il contenimento delle invasive, e saranno realizzati alcuni interventi di miglioramento forestale con la creazione di fasce di rifugio e nutrimento a supporto della biodiversità faunistica.

Oltre a questo, l’azienda intende tutelare il verde e la biodiversità con la realizzazione di opere di mitigazione, che prevedono la piantumazione di circa 3.000 nuove piante e fasce boscate a protezione dell’impianto.

Gli edifici ad uso uffici previsti nel progetto.
Viale stoccaggio - serre.
Vista complessiva degli edifici presenti nell'impianto.
Le serre di compostaggio, cuore dell’impianto, e il sistema di pannelli fotovoltaici.
Il laboratorio di ricerca, sviluppo e innovazione e il deposito di mezzi elettrici.
Viale delle serre di compostaggio dove avverrà la ricezione dei rifiuti.
Vista complessiva del progetto dell’impianto di compostaggio.
Progetto OASI e opere di mitigazione per la tutela della biodiversità.
Veduta degli spazi verdi che saranno realizzati nell’area dell’impianto.
Opere di mitigazione ambientale e paesaggistica.
Interventi di valorizzazione del verde.
L’impianto verrà realizzato a nord-ovest del territorio comunale di Offlaga (BS), al confine con il Comune di Bagnolo Mella.
Gli edifici ad uso uffici previsti nel progetto.
Viale stoccaggio - serre.
Vista complessiva degli edifici presenti nell'impianto.
Le serre di compostaggio, cuore dell’impianto, e il sistema di pannelli fotovoltaici.
Il laboratorio di ricerca, sviluppo e innovazione e il deposito di mezzi elettrici.
Viale delle serre di compostaggio dove avverrà la ricezione dei rifiuti.
Vista complessiva del progetto dell’impianto di compostaggio.
Progetto OASI e opere di mitigazione per la tutela della biodiversità.
Veduta degli spazi verdi che saranno realizzati nell’area dell’impianto.
Opere di mitigazione ambientale e paesaggistica.
Interventi di valorizzazione del verde.
L’impianto verrà realizzato a nord-ovest del territorio comunale di Offlaga (BS), al confine con il Comune di Bagnolo Mella.

Impatto sul territorio

La sostenibilità e la compatibilità territoriale del progetto sono confermate da valutazioni di impatto complete. È stato verificato ogni aspetto, inclusi gli effetti su qualità dell’aria, salute, odori, traffico e paesaggio.

Il progetto garantisce coerenza architettonica degli edifici con il paesaggio circostante per forme, materiali e colori, e non prevede la rimozione di specie arboree o arbustive preesistenti.

Le valutazioni di impatto, che hanno incluso analisi atmosferiche sulla diffusione degli inquinanti e sulle conseguenze sanitarie, non hanno evidenziato alcun effetto significativo. I risultati ottenuti dalla modellizzazione effettuata mediante software Calmet e Calpuff hanno accertato l’“irrilevanza” delle concentrazioni a tutti i recettori presenti nel contesto di ubicazione dell’impianto.

Questi risultati sono garantiti da scelte tecnologiche precise: i fabbricati di ricezione e pre trattamento rifiuti organici saranno dotati di sistema di aspirazione e abbattimento composto da scrubber ad umido e biofiltro; mentre le serre di compostaggio e i corselli chiusi perimetrali alle serre stesse saranno mantenuti sotto aspirazione e gli effluenti inviati a impianti di trattamento mediante scrubber a umido. È previsto anche un impianto di rimozione polveri, con cappe aspiranti e filtro a maniche, a servizio delle macchine di triturazione veloce della frazione verde.

La valutazione dell’impatto sulla salute è stata eseguita mediante Risk Assesment e ha evidenziato il rispetto del limite posto dalla normativa vigente.

La diffusione degli odori, che potrebbero generarsi dall’impianto, è stata valutata secondo la normativa dgr Lombardia e le Linee Guida ARPA Lombardia. Dallo studio, effettuato mediante modellizzazione con software specifici (Calmet e Calpuff), è emerso che l’odore non supererà i valori limite di legge.

Per valutare l’impatto del traffico generato dall’impianto sulla rete viabilistica principale attraverso la SP45 bis, sono stata eseguite analisi sulla base della raccolta dei dati di traffico mediante l’installazione di centraline dedicate presso le principali direttrici viabilistiche di progetto.

Stimando un transito di circa 60 mezzi pesanti al giorno, è emerso che il tempo medio che un veicolo perde a causa di interruzioni lungo il percorso (perditempo medio veicolare) non sarà così diverso da quello attuale; inoltre, le piccole fermate o rallentamenti che si potranno verificare non andranno a creare ingorghi o intralci che impatteranno negativamente sulle strade circostanti.

Domande frequenti